Don Achille Lumetti

Rapporti improntati a carità e rispetto

L’Angelina: era la nostra "perpetua": si direbbe oggi, la nostra "collaboratrice domestica".

Nel vecchio edificio adibito a canonica e asilo, l’Angelina preparava la mensa per i sacerdoti don Dorino, don Arrigo e don Achille. La famiglia era tuttavia sempre allargata, con la presenza di qualche giovane o sacerdote sceso dalla montagna, per vicende pastorali o incontri con i giovani studenti della scuola ACAL.

Il menù della signorina Angelina non era proprio quello di un ristorante a quattro stelle. Quasi ogni giorno preparava la "crema di mais" o, se preferite, la "polenta". Accompagnava la polenta con frittelle di vario modello. Il colesterolo viaggiava tranquillo nei commensali. La polenta è "la pace della famiglia".

In realtà, benché ogni giorno la mensa fosse modesta e gli impegni onerosi, regnava fra tutti noi molta collaborazione, armonia e amicizia profonda.

 

Ringrazio di cuore Angelina e non la dimentico nelle mie preghiere.

Le vacanze. Ogni anno don Dorino aveva piacere che si organizzasse qualche campeggio per i ragazzi della scuola ACAL. Particolarmente interessati a questa iniziativa erano i giovani figli di immigrati (Irsina, Matera, Gesualdo…) che non avevano altre possibilità di relax estivo.

Ricordo l’anno in cui don Dorino mi assegnò più di 40 giovani. Dovevo pensare al luogo del campeggio e darmi da fare per raccogliere le risorse necessarie per realizzarlo. I giovani, essendo d’estrazione sociale modesta, non avevano la possibilità di sostenere una spesa sufficiente per rimanere lontani da casa per 15 giorni.

Partimmo tutti in bicicletta per la località Riccovolto. Io seguivo la carovana ciclistica con una vecchia topolino, portando vivande.

Fu una vacanza indimenticabile per le numerose avventure di grande sacrificio ma anche cariche di comicità e risate. Avevamo un’enorme tenda militare, issata con grande fatica e con la collaborazione di tutti. Grandi passeggiate, giochi divertenti e tanto appetito mai completamente saziato. La gioia tuttavia d’essere e stare insieme era l’acceleratore che ci aiutava a camminare e proseguire con amore e fraternità.

In occasione della Santa Pasqua, la scuola ACAL, con gli insegnanti, il preside, i bidelli si recava nella chiesa di San Giorgio per un incontro di preghiera e di preparazione a questa grande festa.

Si andava a piedi, con i professori che proteggevano i giovani lungo tutto il percorso. Ricordo che un anno avvenne un episodio, per me gravissimo, di intolleranza. Alcuni operai del Comune, stavano ricoprendo le buche stradali con asfalto liquido. Quando videro tutti questi giovani che si recavano in chiesa, un sussulto d’anticlericalismo li invase e alzando la gomma che conteneva catrame, sporcarono in volto e nei vestiti il gruppo di coda dei giovani.

I ragazzi vennero da me che mi ero portato avanti mostrando ciò che era accaduto. Io sono tornato indietro rivolgendo parole di fuoco a quei quattro o cinque operai. Poi, terminata la funzione, ho portato i ragazzi che avevano subito danni ai vestiti in un negozio d’abbigliamento. Ogni ragazzo scelse giacca o pantaloni o maglietta, per sostituire quella danneggiata e mandai la fattura al Comune. Il gesto mi fece molto soffrire, pensando che quei ragazzi erano tutti figli di operai.

I rapporti con don Dorino erano sempre improntati a carità e rispetto e la nostra collaborazione durò diversi anni. Don Arrigo era un vero padre spirituale per i ragazzi della scuola ACAL e per altri che frequentavano la chiesa dell’Ancora.

La chiesa dell’Ancora era stata costruita assieme alle opere parrocchiali, dall’indimenticabile dott. Pietro Marazzi. Quando fu ristrutturata la ceramica Marazzi, venne tolta la chiesa e fu costruita l’attuale chiesa dell’Ancora che divenne anche parrocchia.

Quando don Dorino divenne parroco a Dinazzano, mi invitò più volte a celebrare funzioni o tenere ritiri spirituali. Di questa totale fiducia che riponeva in me e per la stima che ha sempre avuto nei miei riguardi gli sono grato e riconoscente ed ora non lo dimentico mai, ogni volta che celebro la Santa Messa.

Don Dorino seppe circondarsi sempre di validi e operosi collaboratori. Molti insegnanti consideravano un onore e una missione l’opportunità di insegnamento nella scuola ACAL.

Io non dimentico la dedizione del preside Monari, l’impegno di Benito e la collaborazione costante di Antonio Camellini.

Dovrei ricordare molte altre persone, come Ferruccio, Fanelli, don Arrigo, che si sono spesi per il bene della scuola ACAL.

La scuola fondata da don Dorino può essere considerata la prima istituzione "professionale" a Sassuolo. Molti dirigenti d’azienda oggi, devono il loro avvio e la loro primaria preparazione proprio a questa scuola.

Grazie, don Dorino

Don Achille Lumetti