Don DORINO CONTE nacque a Enego (Vicenza) il 9 gennaio 1915, secondo di 10 tra fratelli e sorelle.  Due sorelle diventeranno suore.
         Ordinato sacerdote il 12 aprile 1941, nel 1946 mons. Beniamino Socche, nuovo vescovo di Reggio Emilia, lo volle come suo segretario.
        Nel suo incarico ebbe l’opportunità di vedere e di interessarsi delle varie realtà della Diocesi, soprattutto del mondo del lavoro che in quel periodo portò alla chiusura delle Officine Meccaniche Reggiane  con migliaia di disoccupati.
        Inviato dal suo vescovo a Sassuolo, nel quartiere Borgo Venezia e Ancora, aprì una chiesa in un capannone offerto dal comm. Marazzi, con lo scopo di creare una parrocchia. Contemporaneamente ebbe l’incarico dell’assistenza religiosa agli operai della ceramica Marazzi, impegno che mantenne fino al 1956  quando gli subentrò don Ercole Magnani.
        Don Dorino mostrò subito una forte sensibilità nei confronti dei tanti ragazzi che, abbandonati precocemente gli studi, trascorrevano le giornate per strada senza un avvenire.
        E’ a questi ragazzi che dedicò le energie del suo carattere irruento, creando per loro un lavoro e una scuola con lungimiranza da profeta. Egli fu il primo ad immaginare l’enorme sviluppo che l’industria delle piastrelle di ceramica avrebbe avuto nei successivi anni e a capire l’importanza della tecnologia in questo specifico settore.
        In quegli anni occorreva dotare il tessuto produttivo di tecnici specializzati capaci non solo di fare manutenzione agli impianti ma di attuare continue innovazioni nei processi produttivi con grande capacità inventiva.
        La scuola ACAL, da lui fondata nel 1952, divenne un punto di riferimento al quale le industrie che cominciavano ad insediarsi nel distretto di Sassuolo  si rivolgevano per trovare operai specializzati.
        All’interno dei laboratori della scuola furono realizzati piccoli macchinari capaci di meccanizzare e di automatizzare lavorazioni che nell’industria ceramica erano eseguite ancora manualmente.
        Grazie alla Fiat di Torino, si procurò diverse macchine utensili, a prezzi di favore, che collocò in un capannone, per la parte pratica.      
        Il percorso formativo era composto di tre cicli di lezioni della durata di sei mesi ciascuno, intervallati da un mese di tirocinio.
        Il successo della scuola,  che realizzava il concetto di rendere complementari il mondo del lavoro e quello della scuola, fu immediato perché i ragazzi trovavano subito un impiego.

Foto di famiglia

Testamento di don Dorino