Mons. Beniamino Socche, il Vescovo della ricostruzione
(dal giornale La Libertà)

Sacerdote nel 1913. Cappellano a San Pietro in Gu (Pd) dal 1913 al 1927.
Infermiere al fronte dal 1915 al 1918.
Economo e delegato Vescovile a Marostica dal 1927 al 1932.
Parroco ad Arcole dal 1932 al 1935.
Arciprete a Valdagno dal 1935 al 1939.
Vescovo a Cesena dal 1939 al 1946.
Vescovo a Reggio Emilia, dove fa il suo ingresso il 12 maggio 1946, fino alla morte il 16.01.1965.
Nel suo percorso formativo ebbe vari educatori e consiglieri come: Padre Emilio Cecco missionario e vescovo, Mons. Giovanni Veronese rettore del seminario, don Giovanni Calabria proclamato Santo nel 1999 da Giovanni Paolo II, Mons. Bartolo Castegnaro autore del catechismo parrocchiale, padre Gioachino Rossetto ispiratore Unione Sacerdotale.

Mons. Beniamino Socche è noto per il suo atteggiamento di fortezza in difesa dei suoi sacerdoti e del suo popolo, il suo grido "ORA BASTA" che echeggiò in tutta Italia dopo l’assassinio di don Umberto Pessina, ma altrettanto noto come il Vescovo della Madonna.
Alla base dei gesti di forza e coraggio di Mons. Socche stava un’intelligenza fortemente intuitiva e un animo di una mitezza e di una semplicità sorprendenti.
Amava i suoi sacerdoti e stava volentieri con loro; li voleva più buoni e più bravi di tutti gli altri, li voleva pronti, impegnati, zelanti. A questo li spronava in ogni incontro con un’insistenza sconcertante e talvolta con parole forti, quasi dure. Ma dietro quelle parole c’era il desiderio di vedere i suoi sacerdoti all’altezza del suo Ministero, c’erano soprattutto più eloquenti di ogni discorso, la sua Fede, la sua rettitudine, la sua bontà.
Proprio perché amava i suoi sacerdoti, con coraggio, rompendo ogni indugio, volle un Seminario nuovo, moderno, grande, per dare alla sua Chiesa tanti e santi sacerdoti.
Senza risorse, ma confidando nell’aiuto di Maria, pose la prima pietra del nuovo seminario il 12 novembre 1950 e lo inaugurò dopo tanti sacrifici il 24 novembre 1954.

Durante il suo episcopato ordinò 195 nuovi sacerdoti e realizzò:

- Il nuovo seminario

- L’Opera Diocesana assistenza

- La mensa per i poveri

- L’Azione Cattolica

- I giovani e lo sport

- L’Onarmo e i cappellani del lavoro

- Il centro S. Cuore

- Le nuove Chiese nella periferia

- La lotta dottrinale contro il comunismo

- Visite Pastorali nel 1947 e nel 1957

- Due Congressi Eucaristici

- La peregrinatio Mariae

- Sinodo Diocesano

- Processi per l’uccisione di don Pessina

- Volle la fondazione del giornale "La Libertà"

- Brevi meditazioni sul mistero del santo rosario per le famiglie nel 1943

- Il Verbo incarnato e la Madonna nel 1958

- Maria mediatrice nel 1961

- Pratica di conoscere Gesù Cristo nel 1963

- Il Vangelo commentato dai Padri negli esercizi spirituali nel 1964

Nel suo testamento spirituale lasciò scritto: Le mie raccomandazioni per tutti si trovano nei libri da me pubblicati.