Don Dorino parroco

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L'asilo

 

Eravamo parrocchiani di una parrocchia che non c’era. Chi di noi voleva andare in chiesa, andava in San Giorgio, ma nessuno era mai venuto a cercarci. Don Dorino fu il primo prete che ci venne incontro a braccia aperte, entrò nelle nostre case, ci invitò in chiesa, organizzò processioni per le strade del nostro quartiere, un quartiere popolato da gente leale, sincera, ma non del tipo ‘bacia-banchi’.

Un prete che veniva a benedire le nostre case, si interessava dei nostri problemi e non voleva offerte in denaro. Poteva succedere che regalasse lui qualcosa, per esempio alcune uova, ricevute poco prima dai contadini del parco. La risposta che ottenne fu positiva e, in condizioni non facili, nacque una nuova parrocchia.

Don Dorino voleva bene a tutti, in particolare ai giovani.

Maria Luisa Casini

1962 - Il vescovo Beniamino Socche partecipa alla cerimonia per la benedizione della nuova statua di San Giuseppe (a destra) nella Chiesa dell’Ancora, a cui don Dorino era particolarmente devoto

 

 

Don Dorino Conte, parroco dell’Ancora, è stato il grande amico della nostra giovinezza e lo ricordiamo cosi.

Ci ha dato tanto, stima, amicizia vera, grande esempio di fede viva, di semplicità e bontà infinita, attento all’ascolto e al dialogo con tutti grandi e non.

Non possiamo dimenticare quella porta sempre aperta in quella misera canonica .

A qualsiasi ora ci accoglieva, sorridendo sempre, non chiedeva mai per lui e sempre aveva qualcosa da offrire. Magari una semplice tazza di the preparata dall’Angelina dimenticando spesso lo zucchero o il limone, ma quanto era buono! Come mai? Era la gentilezza nell’offrirlo. Quel sorriso aperto, sincero chi può dimenticarlo?

L’eredità spirituale, morale e sociale ha inciso così tanto nei nostri cuori da rimanere viva per sempre.

Franco, Lalla , Ninni e Maria Silvia
della parrocchia dell’Ancora