don Dorino

Un prete dai capelli rossi
e dagli occhi acutissimi

Non eri un prete diplomatico, né tanto meno politico.

Eri rosso (di capelli).

Direi che eri un prete d’assalto: ti buttavi sull’idea per l’altrui vantaggio materiale, spirituale, sociale, con la forza viva del vero e raro realismo cristiano.

Non dico che eri un prete d’assalto, ma certamente di prima linea .

Non conoscevi i ripensamenti, non usavi i freni nel tuo procedere lungo le strade del bene altrui; dimenticavi te stesso quando ti eri, come tu usavi dire, buttato.

Trovasti aiuti iniziali, essenziali in tutte le umane imprese; ma la tua iniziativa non ti permise soste; ti impose sacrifici immani e tali da spaventare e mettere ko chiunque altro.

Gli ostacoli che ti contrastavano crescevano a vista d’occhio: man mano che superavi quelli che ti apparivano i più evidenti, altri ne sorgevano imprevisti, talmente agguerriti da spezzare la speranza d’un uomo comune.

Per te, al contrario, rappresentavano punti e luci di forza morale tali da rinforzare la tua incredibile capacità di sopraffarli.

Non conoscevi sosta, ottimismo, costretto ad agire in un contesto che era obiettivamente storicamente ostile.

Fra i tuoi stessi colleghi prevalse l’incomprensione, quantomeno l’incredulità, l’indifferenza.

Due sacerdoti ti furono spiritualmente e umanamente vicini : don Achille Lumetti e don Arrigo Costi (che immaturamente fu chiamato in cielo).

Alla fine a te rimase un’effimera gloria (mai cercata). Infine l’oblio. Poi la malattia, la morte in miseria assoluta.

E il silenzio assoluto; soltanto ora rotto dalla luce della verità umana e spirituale; e storicamente cristiana. Per volontà d’un uomo che, in sintonia con tanti colleghi, ha voluto questa pubblicazione, giacchè la verità non è alla lunga sopprimibile.

Luciano Bettelli