Guido Righi, oggi

 

Non mollava mai

Fui chiamato da don Dorino a collaborare alla scuola ACAL come direttore d’istituto e insegnante tecnico. Il mio compito fu quello di preparare i programmi teorici e pratici, gli orari e tutta la organizzazione interna.

Eravamo un gruppo di giovani insegnanti motivati nello svolgere la propria attività. Don Dorino ci teneva sempre stimolati e all’avanguardia come conoscenze. Ricordo che una volta ci mandò a Genova all’Ansaldo a un corso per insegnanti per centri di addestramento professionali per apprendere quelle novità che poi dovevamo adattare alla nostra realtà perché, diceva don Dorino, non conta quello che insegnate, conta quello che i ragazzi imparano.

All’ACAL si teneva molto alle regole. Rispetto per tutto e per tutti. Ricordo che don Dorino mi fornì un fischietto, da usare per l’entrata in classe degli alunni.

Insegnare a quel tempo non era faticoso perché i ragazzi erano motivati e incuriositi. Avevano una gran voglia e volontà di imparare.

I corsi alla scuola erano sempre precari e confermati di anno in anno. Per ovviare a ciò, nel 1961 facemmo fare a tre classi gli esami da privatisti presso le scuole di Maranello e Dinazzano. Iniziammo così la trasformazione dei corsi di addestramento in scuola statale di avviamento industriale alle dipendenze del Ministero della Pubblica Istruzione.

Ricordo don Dorino come persona con forte carattere e determinazione. Non mollava mai fino a che non aveva ottenuto quello che gli premeva per i suoi ragazzi.

P.I. Guido Righi