Franco Taglini all'epoca
della scuola ACAL

Sempre nuove idee, tutte importanti...

E’ molto difficile, dopo tanti anni, scrivere qualcosa di originale o di nuovo su don Dorino come Sacerdote e come uomo.

La sollecitazione a ricordare mi ha portato a ripensare a quegli anni, alla situazione di frontiera in cui si doveva vivere e operare, all’intuizione che ebbe per aiutare noi giovani e ragazzi, che nel primo dopoguerra non avevamo avuto la possibilità di una formazione scolastica e tecnica, ad inserirci in una società in caotica evoluzione ma che non cercava più braccia ma manodopera qualificata.

Nell’era di "internet e del tutto e subito" che stiamo vivendo non è possibile fare comprendere a tutti i problemi e le situazioni che si presentavano in quegli anni per poter "tirare avanti".

A molti di noi il suo incontro ha cambiato la vita, non solo per le cose che la sua scuola ci ha insegnato ma per l’esempio che giornalmente ci dava.

In un periodo dove tutto era difficile: comunicazioni, trasporti, finanziamenti, rapporti politici e interpersonali, spesso anche il racimolare il pranzo e la cena, ci ha dimostrato che il coraggio, la coerenza, lo spirito di iniziativa, il mettersi personalmente in gioco avendo fiducia nelle proprie capacità e rimanendo fedeli ai propri ideali, poteva essere vincente.

Gli anni che ho trascorso presso l’ACAL, prima come allievo al corso tornitori, con tanti altri ragazzi come me chiusi, timidi, mai usciti prima dal paese, poi come modestissimo collaboratore .

Mentre completavo anche col suo aiuto gli studi superiori, mi ha fatto condividere, da posizione privilegiata, quella parte della sua vita.

I problemi quotidiani, i finanziamenti sempre in ritardo e mai sufficienti, la ricerca di personale qualificato e disposto a collaborare nonostante la precarietà economica cui si esponeva, le problematiche legate a noi ragazzi e alla nostra presenza nel quartiere che stava ampliandosi, il dolore quando qualcuno di noi si perdeva, le attrezzature che non erano mai sufficienti e moderne come avrebbe voluto, i cantieri di ampliamento, la nuova sede, la parte ricreativa…

Sempre nuove idee tutte importanti e tutte finalizzate a migliorare il nostro futuro e nelle quali si buttava anima e corpo senza risparmio di se stesso e senza ascoltare quanti, per motivi diversi, cercavano di dissuaderlo.

Le giornate erano sempre troppo corte per realizzare le nuove idee e risolvere i problemi che si presentavano; a sera si rattristava per non essere riuscito a fare quanto desiderava e tutto sempre e solo finalizzato a creare un futuro migliore per noi e per il nostro territorio.

Forse avrei dovuto ricordare fatti o episodi particolari meno conosciuti rispetto quanto ho scritto finora : non mi è possibile perché quei giorni e quegli anni sono stati pieni di episodi importanti, sarei a dire che sono stati un unico continuo "episodio importante".

La sua coerenza religiosa, il rispetto che aveva per le idee altrui, la fretta che aveva sempre e la disponibilità però a fermarsi per ascoltare chi aveva bisogno, la capacità di essere sé stesso coi potenti di turno e di fare sentire sé stessi tutti coloro che incontrava, la capacità di vedere lontano in un periodo in cui gli orizzonti erano ancora molto limitati…

Per tutto questo e per molto altro sono a dire che la presenza e l’attività di don Dorino in quegli anni sono stati per me, per tanti altri come me, per Sassuolo e dintorni, un unico lungo episodio importante che va ricordato in modo globale e va testimoniato anche ai nostri giovani che, cresciuti nel benessere che lui ha contribuito a creare, giudicano incredibili le cose che in quegli anni abbiamo vissuto.

Franco Taglini