Don Dorino Conte,
un prete di frontiera

Negli anni ’50 il Borgo Venezia era periferia di Mosca. Nelle case su una parete c’era Stalin sull’altra il crocefisso.

Don Dorino capì quel messaggio e senza far politica entrò in quelle case. Ai ragazzi del ’38 –’40 che non avevano voglia di studiare insegnò a lavorare.

Era un prete con i piedi per terra ma non tutti lo capirono, specialmente nelle alte sfere, e come capita agli artisti è stato apprezzato solo dopo la morte.

Un saluto sincero ed affettuoso a don Dorino Conte da un suo allievo.

Edgardo Sangiorgi