Appunti personali di Antonio Camellini

Nell’anno 52 don Dorino venne paracadutato seppur non richiesto (paracadutato sta per calato dall’alto) dall’allora Vescovo di Reggio Emilia Beniamino Socche.

Sassuolo, allora come ora, era una piccola enclave della diocesi di Reggio Emilia in territorio geograficamente e totalmente della diocesi di Modena. La parrocchia di San Giorgio era in sostanza il centro principale di questa, amministrata dall’allora Arciprete Mons. Zelindo Pellati che aveva tre appendici parrocchiali della Parrocchia centrale di San Giorgio.

- A Nord, Madonna di sotto, .Due Madonne, Quattroponti (Rev. don Franzelli )

- A Est Braida, Collegio Vecchio (Rev. don Padulini)

- A Sud Pontenuovo, San Michele (Padre Vitale e Padre Evaristo, Rev. Don Ruini )

- Manca come si vede l’appendice a Ovest, Borgo Venezia, Ancora, Pista.

Il nuovo intraprendente sacerdote mandato dalla Curia Vescovile di Reggio Emilia fu inviato nell’area più difficile della Parrocchia compresa tra Borgo Venezia, Pista, Ancora, inizio Berlete.

Territorio sulla riva destra del fiume Secchia particolarmente refrattario ed abbastanza avverso con la sua gente alla Chiesa. Territorio allora povero di infrastrutture, opere sociali e religiose, disponeva solamente di un’ampia colonia elioterapica ricca di tanto sole e sabbia donata dal fiume e di un grande frantoio.

Don Dorino, sacerdote colto, preparato, di carattere iperattivo, rosso di capelli, dallo sguardo vivacissimo e pungente, dotato di una intelligenza attenta, vivace e sempre propositiva, si calò decisamente in questa nuova realtà e con molto fervore intraprese la sua opera sacerdotale e molto missionaria.

Ma in pochissimo tempo si rese conto che più della parola pastorale, stante l’aridità del territorio, era necessario produrre delle opere. Era necessario realizzare delle opere di aggregazione, opere sociali, opere di istruzione e di formazione.

Così don Dorino diede vita, negli anni 52/53, all’ACAL, scuola di attività cattolica di avviamento al lavoro. Fu questa una forte intuizione, una intelligente intuizione. L’ACAL realizzata da don Dorino organizzava corsi annuali per la formazione professionale per conto del Ministero del Lavoro.

Erano gli anni della prima fase di industrializzazione del comprensorio ceramico Sassuolo-Scandiano-Castelvetro. La richiesta di personale qualificato che conoscesse i processi produttivi e al tempo stesso anche specializzato come meccanico, elettrotecnico, termoidraulico, era in continua crescita.

In quel periodo le fresche imprese industriali che ogni giorno sorgevano non capirono l’importanza, la necessità della formazione. Allora una sola azienda di viale Regina Pacis sovvenzionava mensilmente la scuola ACAL.

Quindi difficoltà economiche sempre presenti e molto sofferte personalmente da don Dorino, tanto più che si richiedeva alla scuola, alla sua scuola, sviluppo e crescita, ma l’acqua alla pianta era poca e la crescita avveniva per piccoli strappi e con grandi sacrifici.

E’ questa una caratteristica del DNA di don Dorino, caratteristica dell’operare sempre da sacerdote, con grande ammirevole determinazione, in un mare continuo di difficoltà economiche, ma in assoluta trasparenza e serenità interiore.

Ho lavorato per due-tre anni e periodi estivi con don Dorino nello sviluppo ed organizzazione dei corsi e dei cantieri scuola. E’ stata una positiva, ottima esperienza per me allora maturando ed appena diplomato all’Istituto tecnico industriale Fermo Corni di Modena .

L’entusiasmo nel lavoro, la voglia di fare, di realizzare di concludere di don Dorino erano contagiosi. Ho continuato a seguire dall’esterno l’evolversi, il crescere del progetto scuola ACAL fino a confluire nel 1965 nella scuola coordinata IPSIA del Fermo Corni di Modena, inizio di una scuola Statale vera e propria, il completamento del sogno, dell’intuizione avuta da don Dorino ai primissimi anni ’50.

Peccato che questa scuola professionale IPSIA ubicata nel nuovo, interessante, tecnicamente bello e funzionale polo scolastico sassolese non sia intitolata a don Dorino Conte bensì a don Ercole Magnani (grande e stimato parroco di San Giorgio realizzatore dell’Oratorio Don Bosco) ma che non ha niente a che vedere circa la scuola ACAL.

E’ l’ennesimo ed ultimo sgarbo di una Città, di un territorio che invece deve tanto ed è in debito verso don Dorino Conte.

Antonio Camellini
ex presidente Assopiastrelle